Atene

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Atene

10 cose da fare e vedere ad Atene e 3 da non fare

È cominciato tutto qua: filosofia; arte; storia; politica e democrazia. Soprattutto democrazia. Visitare Atene perciò è quasi un obbligo morale per chiunque abbia a cuore le sorti dell’Europa. Non a caso, di fronte alle difficoltà economico-finanziarie che hanno colpito severamente la Grecia negli ultimi anni, autorevoli opinionisti hanno parlato senza mezzi termini del rischio-declino della civiltà occidentale. Quasi a dire che dove tutto ha avuto inizio, tutto potrebbe anche finire. Che le cose stiano effettivamente in questi termini, non siamo in grado di dirlo; di certo, però, è impossibile sottrarsi al “peso della storia” di Atene anche quando la si visita da semplici turisti. Non foss’altro che potrebbe capitare di trovarsi nel mezzo di una delle manifestazioni che quasi giornalmente hanno luogo nella centralissima Piazza Syntagma. Ciò detto, Atene è anche mare, spiagge, divertimento e gastronomia. Una città, insomma, tutta da scoprire. Di seguito, i nostri consigli su cosa fare e vedere ad Atene. Buona lettura.

1 L’Acropoli

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Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1987, l’Acropoli è la prima cosa che tutti visitano dopo essere arrivati in città. Possono confermarlo i crocieristi che, quasi neanche il tempo di metter piede a terra, vengono condotti al cospetto del Partenone e gli altri monumenti (Propilei, Eretteo e il tempio di Atena Nike) presenti su questa rocca a 156 metri sul livello del mare. Come abbiamo detto in apertura, però, il turismo non banalizza la storia di Atene. Siamo infatti al cospetto del più grande complesso architettonico dell’antica Grecia che, nonostante le vicissitudini occorse nei millenni (solo per dirne una, i Veneziani in guerra contro i turchi nel 1687 bombardarono l’Acropoli) è arrivato fino ai giorni nostri per regalare ai visitatori provenienti da tutto il mondo un’esperienza assolutamente indimenticabile. Specie sul far della sera, quando l’Acropoli e la città tutt’attorno si infiammano coi colori del tramonto. Infine, un consiglio: dopo aver visitato il Museo dell’Acropoli, a soli 5 minuti dal sito archeologico vero e proprio, val la pena fermarsi nel ristorante annesso. La cucina è di buon livello, ma quel che più conta è la vista meravigliosa che offre la sala. Spettacolare!

L’Acropoli è aperta tutti i giorni dalle 8 alle 18.30 (un po’ più a lungo d’estate e nelle notti di luna piena). Il museo chiude 30 minuti prima.
Il biglietto d’ingresso costa 12 €uro (possibilità di sconti e riduzioni per studenti e over 65 anni).
Con lo stesso biglietto si possono visitare cinque monumenti: l’Agorà, il Teatro di Dioniso, il Ceramico, l’Agorà romana e il Tempio di Zeus.
La visita guidata con personale autorizzato (che staziona all’ingresso) costa 50 euro circa.
Per maggiori informazioni visita:
http://odysseus.culture.gr/h/3/eh351.jsp?obj_id=2384

2 L’Agorà

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Ai piedi dell’Acropoli c’è l’Agorà, un’area di circa 12 ettari che è stata il cuore politico, amministrativo e sociale di Atene nel corso di tutta l’antichità. Per millenni questo luogo, famoso, tra le altre cose, per la condanna a morte di Socrate, ha vissuto un’interminabile parabola discendente cominciata col declino politico-militare della città e interrottasi soltanto nel XIX secolo allorquando la zona ha preso a ripopolarsi. Per la rinascita vera e propria, invece, si è dovuto attendere un altro secolo: i lavori di recupero e restauro dei monumenti presenti (ricordiamo il Tempio di Efesto, vedi foto) è cominciato nei primi anni ’30 del ‘900 anche grazie al contributo finanziario e organizzativo dell’lstituto Americano di studi classici, destinatario di ingenti finanziamenti soprattutto da parte della famiglia Rockfeller.

L’Agorà è aperta tutti i giorni. Dalle 08.00 alle 18.00 durante il periodo invernale; dalle 08.00 alle 19.00 in estate.
Il biglietto costa 4 €uro anche se è possibile visitare l’Agorà con un unico ticket cumulativo in abbinamento all’Acropoli.

3 Piazza Syntagma

Foto di MartinFuchs
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Se l’Agorà è il cuore dell’Atene antica, Piazza Syntagma (Piazza della Costituzione) è il cuore di quella moderna. Qui ci sono il Palazzo del Parlamento e la tomba del Milite Ignoto, costantemente vigilata dagli Evzones, le guardie greche che ogni giorno danno luogo allo spettacolare cambio della guardia (vd. foto). Il monumento è fiancheggiato dal testo della famosa orazione funebre di Pericle dedicata ai caduti della guerra del Peloponneso che nel 431 a.C. vide contrapposte Sparta e Atene. Negli ultimi anni Piazza Syntagma è diventata il centro delle tensioni politiche e sociali che attraversano la città e l’intera Grecia. Qui si concentra il grosso delle manifestazioni sindacali e politiche; qui si sono radunati gli ateniesi in occasione del referendum del 5 luglio 2015 sull’approvazione del piano di salvataggio proposto dalla Troika (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) e profondamente osteggiato dal primo governo Tsipras. Perciò val la pena visitare Piazza Syntagma ma occhio, come ribadiremo più avanti, alla presenza di cortei e manifestazioni. La possibilità di trovarsi al centro di scontri e lancio di lacrimogeni consiglia la massima prudenza.

4 La Plaka

Foto di dam_ald0
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L’Atene “ad alta intensità turistica” continua a la Plaka, uno dei quartieri più antichi e caratteristici della città. La maggior parte delle strade è chiusa al traffico ed è qui, non lontano dall’Acropoli e da Piazza Syntagma, che si concentra buona parte della movida ateniese. Bar, ristoranti, taverne, negozi di souvenirs in cui è bello “perdersi” e trascorrere ore piacevoli fatte di shopping, musica dal vivo, buon cibo e, ovviamente, visita ad alcuni dei monumenti principali della città. Per esempio, le due chiese bizantine di San Nicola Rangabas e San Nicodemo, come pure il Museo di arte folkloristica greca che custodisce costumi tradizionali, ricami, ceramiche e altre utensilerie d’epoca in legno e in argento.

5 Monastiraki

Foto di gichristof
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Al confine con la Plaka c’è Monastiraki, quartiere famoso per il mercatino delle pulci. È qui che si trova l’anima popolare di Atene, specie nei fine settimana quando le bancarelle invadono progressivamente le strade a discapito dei negozi. Negozi che poi la domenica restano chiusi a vantaggio esclusivo degli ambulanti che espongono merci di ogni tipo e provenienza. Non è tanto il valore commerciale dei beni – si tratta di oggetti di poco valore, anche se può capitare l’affare – ma, come dicevamo, della grande partecipazione popolare che vede la convivenza pacifica di greci e immigrati parimenti impegnati a sbarcare il lunario. Detto questo, da vedere non c’è soltanto il mercatino delle pulci. A Monastiraki ci sono le due cattedrali, la piccola (Mikri Metropoli) e la grande (Megali Metropoli – la vera Cattedrale di Atene) e c’è anche la moschea Tzistarakis (oggi sede distaccata del Museo di arte folkloristica), simbolo della secolare dominazione ottomana in città e in tutta la Grecia.

6 Licabetto

Foto di Matteo
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Chi visita Atene trova conferma dell’adagio secondo cui le cose più belle sono ancora (quasi) tutte gratis. Una delle particolarità della città, infatti, è quella di esser circondata da colline che rappresentano altrettanti punti panoramici facilmente raggiungibili a piedi. A parte l’Acropoli, di cui abbiamo già parlato, ce ne sono altre sei: Aeropago, Filoppapo, Pnice, Muse, Ninfe e Licabetto. Quest’ultima, con i suoi 272 metri sul livello del mare, è la vetta più alta della città e, oltre che a piedi, è raggiungibile anche con una comoda funicolare che parte da Kolonaki, elegante zona residenziale poco distante da piazza Syntagma. In cima ci sono una cappella dedicata a San Giorgio, un teatro e un ristorante. Più di tutto, però, c’è una vista da togliere il fiato, specie sul far della sera. La salita al monte Licabetto è in assoluto uno dei modi migliori per trascorrere una mattinata o il tardo pomeriggio in città (se scegliete di salire a piedi è meglio evitare le ore più calde della giornata).

7 Museo archeologico nazionale

Foto di ivan marianelli
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Il museo archeologico è un’altra tappa imperdibile di una visita ad Atene. E non potrebbe esser altrimenti trattandosi del più grande museo di tutta la Grecia, nonché di uno dei più importanti al mondo. Fondato alla fine del XIX secolo, custodisce una quantità enorme di sculture, vasi, statue e altri reperti che vanno dal periodo miceneo a quello romano. Tutti rigorosamente raccolti e catalogati in anni di scavi condotti in lungo e in largo sul territorio nazionale. Spiccano, tra gli altri, la maschera funebre di Agamennone, il bronzo di Poseidone, il fantino di Artimissio e la testa di Zeus, reperti per il cui approfondimento rimandiamo alla versione inglese del sito ufficiale della struttura (www.namuseum.gr/museum/history-en).
Il Museo archeologico nazionale di Atene è aperto tutti i giorni dalle 08:00 alle 20:00.
Chiuso il 25 e 26 dicembre; il 1 gennaio; il 25 marzo; la domenica di Pasqua ortodossa e il 1 maggio.
Il biglietto costa 10.00 €uro (5.00 €uro ridotto).
Sono previste inoltre tutta una serie di agevolazioni, riduzioni e sconti per la visita abbinata ad altre strutture museali e per fasce d’età.

8 Museo bizantino e cristiano

Foto di ljlabarthe
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Oltre 25.000 reperti per un arco temporale che va dal terzo al ventesimo secolo: icone, affreschi, manoscritti, ceramiche, tessuti, dipinti e mosaici che rappresentano una delle collezioni d’arte bizantina più importanti al mondo, tappa imperdibile per gli appassionati d’arte sacra, e non solo. La mostra, che inizialmente si trovava nel Museo archeologico nazionale, dagli anni ’30 del secolo scorso è allestita all’interno di Villa Ilissia, palazzo nobiliare del XIX secolo appartenuto a Sophie de Marbois-Lebrun, duchessa di Piacenza. Alla morte della nobildonna, l’immobile, divenuto proprietà statale, venne ristrutturato e appunto adibito a sede museale. Dopo il terribile terremoto che nel 1999 provocò ingenti danni ad Atene e dintorni, i reperti furono trasferiti in un’area seminterrata del palazzo e lì sono rimasti per 11 anni, durante i quali il Museo bizantino e cristiano è rimasto chiuso al pubblico. Nel 2010 la riapertura alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica Karolos Papoulias.

Il Museo bizantino e cristiano di Atene è aperto tutti i giorni dalle 08.00 alle 20.00.
Chiuso il 25 e 26 dicembre, il 1 gennaio, il 25 marzo, la domenica di Pasqua e il 1 maggio.
Venerdì Santo, orario ridotto dalle 12:00 alle 17:00.
Il biglietto intero costa 8,00 €uro (ridotto 4,00 €uro).
Sono previste inoltre agevolazioni, riduzioni e sconti per la visita abbinata ad altre strutture museali e per fasce d’età.
Per maggiori informazioni si rimanda alla versione in lingua inglese del sito ufficiale (http://www.byzantinemuseum.gr/en/)

9 Le spiagge

Foto di namealus
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Arte, storia, cultura, musei, monumenti, ma anche mare. Tanto mare. D’estate, tra caldo e traffico automobilistico, muoversi può diventare complicato e anche visitare l’Acropoli costa doppia fatica. Per fortuna ci sono le spiagge, oltre 20 chilometri di litorale facilmente raggiungibile in auto o con i mezzi pubblici. Nea Falirou, praticamente attaccata alla parte vecchia del porto, è la più popolare tra le spiagge di Atene. I palazzoni alle spalle danno bene l’idea del sovraffollamento estivo di questa spiaggia che infatti è frequentata perlopiù da ateniesi che non hanno modo o voglia di spostarsi. Discorso simile per le spiagge di Ellinikò e Glyfada che però, a differenza di Nea Falirou, hanno conosciuto uno sviluppo turistico maggiore anche se non sempre di qualità eccelsa. Decoro e servizi migliorano decisamente ad Alimos, appena 8 chilometri dal centro cittadino, e continuano a migliorare nel distretto di Vouliagmeni. Qui i chilometri da Atene sono 17, ma l’atmosfera è completamente diversa. Più verde, minor speculazione edilizia e, quel che più conta, mare cristallino e servizi di alta gamma. Inevitabile che la zona sia frequentata dall’alta borghesia cittadina, nazionale e internazionale. Anche le spiagge di Varkiza e Sounio meritano decisamente una visita. Qui lo scenario è quello normalmente associato a una vacanza in Grecia: relax, spiagge bianche e mare color smeraldo.

10 Atene coi bambini

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Viaggiare con i bambini non è mai facile, tanto più in una città “monumentale” come Atene. Certo, si può trasformare la salita sull’Acropoli in una sorta di gara ma poi, per forza di cose, tocca far divertire i ragazzi senza sfiancarli andando solo per musei e chiese. I Giardini nazionali di Piazza Syntagma sono la soluzione più comoda in centro. In alternativa c’è il Parco Zoologico nelle vicinanze dell’aeroporto (periferia est di Atene) o, meglio ancora, l’Allou Fun Park al Pireo, parco divertimento per bambini con un’area specifica, la Kidom Dream Town, perfetta per i più piccoli (sito ufficiale in inglese: www.allou.gr/en). Insomma, l’importante è concedere qualcosa ai propri figli, in modo da riuscire a coinvolgerli, poi, anche in attività più “culturali”, come appunto un’entrata a museo o una visita a qualche monumento.

1 Evitare cortei e manifestazioni

Foto di George Ampartzidis

Atene è una città in fermento. Le difficoltà economico-finanziarie in cui è piombata la Grecia negli ultimi anni nella capitale sono più evidenti rispetto alle isole. Inevitabile perciò il susseguirsi di manifestazioni e scioperi quasi sempre diretti a Piazza Syntagma dove c’è il Parlamento. I turisti, attratti dal clima di lotta, spesso indugiano più del dovuto ai margini dei cortei correndo il rischio di rimanere più o meno invischiati negli scontri con le forze di polizia schierate a difesa dell’ordine pubblico. Perciò, massima cautela e alla minima avvisaglia di tensioni e/o scontri meglio sottrarsi a lacrimogeni e manganellate.

2 Non sfoggiare oggetti di valore in alcune zone della città

In alcune zone della città, come ad esempio Monastiraki durante il mercato, è preferibile togliere il portafogli dal taschino dei pantaloni e non sfoggiare oggetti di valore. Semplici accortenze che non vanno assolutamente ingigantite, ma che servono a evitare spiacevoli sorprese. Per il resto, nessun timore e via alla scoperta di Atene.

3 Non esagerare con la retsina

Foto di Steve Wilde

La cucina ateniese – come tutta quella greca, del resto – fa ampio ricorso alle spezie (maggiorana, timo, origano, rosmarino) nella cottura di carne e pesce. Se da un lato quest’aspetto insaporisce molto le pietanze, dall’altro, però, può essere un incentivo a bere troppo “generosamente” durante i pasti. Il consiglio, perciò, è di non esagerare con la retsina, il vino da tavola resinato già in uso nell’antica Grecia, e con l’ouzo, liquore a base di anice di cui gli ateniesi sono gran consumatori. Provarli è bene (come pure tutte le altre pietanze tradizionali) abusarne no. Dunque occhio a non smarrire il senso del limite. Tra l’altro, il concetto di “metron” (μέτρον), vale a dire la ricerca della “giusta misura” applicata a ogni ambito della vita comunitaria (dalla distribuzione della ricchezza fino alle arti) è uno dei capisaldi della filosofia greca. Perché non farne tesoro?

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